Bilancio sociale

“Contabilità e bilancio rilevano scambi monetari con le terze economie mentre la grandezza reddito, per una cooperativa sociale non orientata al profitto, non è in grado di sintetizzare il raggiungimento degli obiettivi sociali che sono di natura meta-economica. Se si vuole dare conto dell’impatto avuto sull’ambiente circostante, ci occorrono altri strumenti, tra i quali torna molto utile il Bilancio Sociale che, oltre alla contabilità, analizza il valore aggiunto, ossia la nostra azione solidale nei confronti della comunità, misurandone l’effettiva capacità di dare risposte ai loro bisogni e valutare la nostra efficienza ed efficacia nei servizi e nelle attività svolte.”

Dovendo scrivere la presentazione del nostro Bilancio Sociale 2017 ho ritrovato e riletto, con grande piacere, questo appunto preso nel primo incontro dei laboratori Ingrandimenti, organizzati dal Consorzio Parsifal e condotti da Emilio Vergani da dicembre 2008 a giugno 2009. In questo appunto c’è il mio primo approccio con la definizione di bilancio sociale e credo ne sintetizza brillantemente lo scopo. Ho ricordato con grande piacere gli incontri ed i laboratori che il Consorzio Parsifal aveva organizzato per informare le cooperative socie sull’importanza strategica della redazione e pubblicazione di un proprio bilancio sociale: lo scopo era di stimolare i partecipanti a formarsi sulle tecniche di redazione di un bilancio sociale per poi impiantare, all’interno della cooperativa di appartenenza, strumenti di rendicontazione sociale. Credo che nessuno dei soci delle cooperative FinisterraeGosc, Kariscoop ed Eureka 2000  che hanno partecipato ai laboratori avrebbe mai immaginato che, dopo aver impiantato nelle proprie cooperative gli strumenti ed il percorso di  rendicontazione sociale e dopo aver redatto il primo bilancio sociale a seguito di una analisi attenta dello stesso, potesse nascere nelle singole organizzazioni l’esigenza di moltiplicare le proprie azioni solidali nei confronti delle comunità, la voglia di superare la piccola dimensione della organizzazione e sfatare il falso senso di sicurezza, il desiderio di rafforzare le proprie capacità a dare risposte ai nuovi bisogni, anche quelli ancora inespressi, delle comunità territoriali dove già erogavano i servizi.

In queste cooperative si concepiva la scommessa di volersi sperimentarsi anche in altri servizi ed anche in nuovi territori, di voler essere sempre più efficienti ed efficaci, occorreva realizzare al più presto un grande cambiamento per poi non doverlo inseguir dopo, ed invano. Piano piano era maturata la convinzione di dover costituire una cooperativa più grande per fatturato, con più e differenti servizi e in più territori. La scommessa che prendeva corpo era quella di mettere in campo diverse esperienze e più professionalità in modo da incrementare fortemente il valore aggiunto nei confronti delle comunità. Con questa consapevolezza, i dirigenti ed i soci delle quattro cooperative iniziarono un percorso di fusione fino a costituire nel 2011 una nuova realtà imprenditoriale non profit, la cooperativa Altri Colori.

Mi piace allora dire che

“la cooperativa Altri Colori nasce dal seme generato della redazione del bilancio sociale”.

Altri Colori raggiungeva numeri iniziali interessanti: quasi quattro milioni di euro di fatturato, occupava 200 lavoratori, aveva circa 20 diversi committenti pubblici, era presente stabilmente sui territori delle province di Latina, Frosinone, Roma. I dati del bilancio sociale 2017 ci dicono che, la cooperativa Altri Colori ha circa 7 milioni di euro di fatturato, occupa stabilmente 362 operatori tra soci e dipendenti, gestisce 51 diversi servizi alla persona nelle province di Latina, Roma e Frosinone e nella città di Sassari e provincia.

Questi dati testimoniano che, anche se con difficoltà (specialmente nei primi anni di fusione) la nostra cooperativa è cresciuta, ma le sfide non sono finite e quelle che ci troveremo ad affrontare saranno sempre più complesse e ci metteranno a dura prova. In questa società che tende sempre di più o a massificare o a immunizzare, noi dobbiamo ribadire la nostra voglia di contaminare ed essere contaminati perché per attivare processi di consapevolezza e di sviluppo che valorizzi la persona (nostra vision) si ha bisogno dell’apporto di tutti.

Dobbiamo mettere in conto un rinnovamento organizzativo e professionale permanente per mettere in campo con più forza e decisione la volontà di lavorare tutti insieme.

Per questa ragione la nostra cooperativa è da tempo impegnata a rafforzare i rapporti che legano i soci e i lavoratori non soci all’interno dell’equipe di lavoro, a confrontarsi con soggetti diversi per poter realizzare progetti il cui valore è determinato principalmente dalla collaborazione.

Ci aspetta un gran lavoro da fare e speriamo di poterlo raccontare diffusamente nei prossimi bilanci sociali. Nel frattempo, vi invito non solo a leggere questo bilancio sociale ma anche a “viverlo”, nel senso di sforzarci di coniugare quello che è il diritto dei soci ad una gestione etica e trasparente della cooperativa e dei suoi servizi, con l’assunzione di responsabilità, che dovrebbe essere consona al nostro ruolo di soci, di operatori, di amministratori e di fornitori.

Voglio, infine, ringraziare tutti gli attori che con grande impegno e fatica hanno permesso la redazione e la pubblicazione di questo bilancio.

Vincenzo Di Prospero (Presidente)

BILANCIO SOCIALE